Differenziali retributivi di genere – Relazione Consigliera Nazionale Parità

Pubblichiamo alcuni dati che emergono dalla "Relazione concernente i risultati del monitoraggio sull'applicazione della legislazione in materia di pari opportunità nel lavoro".

RELAZIONE CONSIGLIERE DI PARITÀ AL PARLAMENTO – DIFFERENZIALI RETRIBUTIVI

E’ stata trasmessa al Parlamento dalle Consigliere di Parità titolare e supplente la  “Relazione concernente i risultati del monitoraggio sull’applicazione della legislazione in materia di pari opportunità nel lavoro” (ai sensi dell’articolo 20 del d.lgs. n. 198/2006).

Nell’ambito della Relazione si dà conto anche delle due ultime tornate di trasmissione del Rapporto periodico sulla situazione del personale (art. 46 del d.lgs. n. 198/2006).

Per quel che riguarda i differenziali retributivi di genere, ecco i  dati riferiti al biennio 22/23.

Differenziale retributivo medio di genere

Il differenziale retributivo medio di genere  (calcolato sulle retribuzioni orarie mediane) nelle imprese con oltre 50 dipendenti in Italia risulta essere il seguente:
. Dirigenti: 16,4%
. Quadri: 9,5%;
. Impiegati: 15,6%;
. Operai: 9,6%

Differenziale retributivo medio totale accessorio

Per quel che riguarda il differenziale retributivo medio di genere della componente accessoria 2023 (calcolato sulle retribuzioni orarie mediane), il differenziale retributivo medio totale accessorio è pari a 35,2%.
La retribuzione accessoria comprende elementi variabili come premi di produzione, straordinari, indennità e benefit.
Tale differenziale è così suddiviso per categoria professionale:
. Dirigenti: 28,6%;
. Quadri: 19,0%;
. Impiegati: 41%;
. Operai: 45,9%.

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Giornale

Teresa GiornaleResponsabile Area Lavoro, Welfare, Formazione

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